Insieme senza muri…e senza rete

L’ANSA riassume la cronaca e le dichiarazioni sul corteo di ieri 20 giugno 2017 a Milano, definito “Insieme senza muri”. Volti noti, della politica, del sindacato e delle istituzioni hanno sfilato: (da Gino Strada a Roberto Vecchioni passando per il fondatore di Slow Food Carlin Petrini e la segretaria Cgil Susanna Camusso), politici (dal ministro Maurizio Martina a Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani, al segretario di SI Nicola Fratoianni) e tanta gente comune. Tutti dietro al presidente del Senato, Pietro Grasso, a Beppe Sala e a Emma Bonino, che hanno aperto il corteo” cita l’articolo web della nota agenzia giornalistica (http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2017/05/20/oggi-insieme-senza-muri-a-milano_a7b04a2e-d062-4268-b9ce-fd09ffcf550f.html). Sono stati riportati sprazzi di dichiarazioni rilasciate da questi ultimi:

Il presidente del Senato Pietro Grasso che ieri aveva incontrato i feriti della stazione e oggi ha visitato la Questura. “Integrazione significa sicurezza” ha detto. “Chi è nato e studia in Italia è italiano”. ha poi aggiunto: “Oggi diciamo che non torniamo indietro. Non costruiremo con i mattoni dell’intolleranza nuovi muri e divisioni”.

Fratoianni (segretario di Sinistra Italiana) invita Salvini a “farsi curare”. Matteo Salvini, infatti, ha parlato di una “marcia per gli invasori”. aggiungendo poi che: “Siamo in piazza perché nessuno è illegale” facendo il verso ai centri sociali intervenuti.

Il sindaco di Milano Sala in riferimento ai due feriti delle forze dell’ordine alla stazione centrale ha dichiarato: “Sono convinto che se avessero chiesto ai militari feriti se era giusto fare la manifestazione di oggi loro avrebbero detto di sì. Il tema dell’immigrazione riguarderà le nostre vite per i prossimi decenni e io voglio essere un costruttore di ponti non di muri”.

L’assessore Majorino, che ha contribuito a organizzare l’evento, si è augurato che ora altri “prendano il testimone” e organizzino un’altra marcia.

“Credo che non si possa che esprimere grande soddisfazione per la bella riuscita dell’importante e positiva marcia di Milano “Insieme senza muri”” ha osservato Guerini (Pd) che ha però voluto anche sottolineare “l’attento impegno per garantire la sicurezza di ogni cittadino come sta facendo molto positivamente e con efficacia il governo attraverso il lavoro del ministro Minniti”.

Dalle colonne del suo profilo Facebook Enrico Mentana ammonisce: “Sui social tanto tanto livore per chi manifesta a Milano oggi. Si può non essere d’accordo in nulla con le ragioni di chi marcia, ma perché tutto questo veleno? Perché un odio così forte verso l’idea di accoglienza?” accusando poi, non si sa chi, con queste parole: “Non avete mai mosso un dito contro mafiosi e camorristi, contro gli evasori e i corrotti, sbraitate solo quando acciuffano un politico ladro, purché della parte opposta alla vostra, avete fatto il tifo per la banda di Romanzo Criminale e i Savastano di Gomorra, parcheggiate in seconda fila e ve ne fregate della differenziata, e però per voi la vergogna sono quei manifestanti di Milano.”

Questo è il quadro riportato dai principali mezzi di informazione sull’evento. Una splendida veduta panoramica sulla moralità, raccontata con dovizia di particolari e senza risparmio di retorica. Una grande kermesse popolar populista in un epoca di populismi e post verità, (…anche se ultimamente la loro esistenza è stata negata dall’autore di tutti gli autori: Baricco).

Sarebbe sicuramente suggestivo commentare ogni affermazione dei Vip sopraggiunti copiosi all’occasione, tipo: “…chi è nato e studia in Italia è italiano.”. A proposito, mi sembra che sia già così. Certo, devono esserci le condizioni stabilite dalla normativa allo scopo di tutelare i cittadini già in possesso di cittadinanza. Infatti la cittadinanza può essere richiesta anche dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e sono in possesso di determinati requisiti. In particolare il richiedente deve dimostrare di avere redditi sufficienti al sostentamento, di non avere precedenti penali, di non essere in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica.

Così come chi vuol essere“…costruttore di ponti e non di muri”. Gli ingegneri civili per costruire dei buoni ponti, perché essi siano sicuri, ritengono che debbano essere costruiti su buoni muri. E’ sempre molto suggestivo lanciare slogan. Tuttavia, chi è responsabile di un’Istituzione, più che dichiarare cosa è disdicevole fare o cosa sarebbe utile pensare, dovrebbe esercitare atti e azioni per risolvere problemi. Di azioni e decisioni, generalmente, in tali occasioni di esposizione popolare, non c’è mai traccia, ma questo non può essere sempre un alibi. Il problema delle migrazioni, come tutti ormai sanno, è spaventosamente complesso per ridurlo a una questione architettonica tra ponti e muri. L’unica dichiarazione d’intenti durante l’evento è stata quella di un assessore milanese che si è auspicato la replica della manifestazione da qualche altra parte…

Ciò che stride sono le invettive di Mentana contro qualcuno di non ben identificato, probabilmente chi non è d’accordo con lui. Qualcuno che, secondo il giornalista, non avrebbe mai mosso un dito contro mafiosi e camorristi, contro gli evasori e i corrotti, che sbraiterebbe solo quando acciuffano un politico ladro, purché della parte opposta alla sua. Qualcuno che farebbe il tifo per la banda di Romanzo Criminale e i Savastano di Gomorra, che parcheggerebbe in seconda fila fregandosene della differenziata. Tuttavia, per quel qualcuno la vergogna sarebbe rappresentata da quei manifestanti di Milano. Sostanzialmente, quello denunciato da Mentana, è l’archetipo negativo immaginario del sostenitore della moralità. Quello di indignati, girotondini, ecc. ecc. da cui rifuggiva anche Marco Pannella che, a partire dal ’78, con la sua famosa frase, sosteneva che era opportuno: “Scegliere tra le rose dei moralisti e le spine della moralità”. Pannella per moralistinon intendeva certo quelli che oggi si autodefiniscono tali, quelli a cui fa l’occhialino Mentana. Ciò che lascia stupiti è lo snobismo verso chi si pone problemi, magari popolari e intellettualmente puzzolenti, come la sicurezza, la logistica dell’accoglienza, la capacità o meno di accogliere profughi e immigrati da dovunque vengano, le risorse da impiegare, e la tutela dei diritti di chi è cittadino Italiano al pari di quella di chi è immigrato. Stento a credere che chi si ponga queste domande, anche in modo becero su un social network, debba necessariamente essere un indifferente nei confronti della criminalità organizzata, un esaltato delle fiction di genere noir oppure un pirata della strada o un inquinatore dell’ambiente. Peraltro, tutte categorie un tantino composite per essere associate in un modello negativo unico. Chissà quanti partecipanti alla manifestazione avranno gettato una bottiglia di plastica nei rifiuti umidi o avranno lasciato almeno una volta nella vita l’auto in seconda fila (…non certo Mentana che certamente, per poter affermare certe cose, risplenderà per esempio civile). “

Se invece di affannarsi a creare schieramenti tra buoni e cattivi con il solo scopo di semplificare l’agone politico che fu, si riconoscesse pubblicamente ciò che doveva essere deciso e che non lo è stato? Da quanti anni ci si interroga sul problema immigrazione e quante decisioni sono state prese?

Così come il tema della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. Il Presidente Napolitano afferma che sarebbe “Ipocrita chi si lamenta ora” e che “Bisognerebbe chiedersi perché la questione è sfuggita a qualsiasi soluzione normativa”. Ma lui è stato un ex Presidente della Repubblica, e del CSM, ex Presidente della Camera, e parlamentare quasi dal dopoguerra in poi. Ha preso parte attivamente alla vita politica del Paese quando questo problema nasceva, cresceva a dismisura fino a divenire un vera e propria patologia nella vita civile del Paese.

Gli slogan sono un efficace modo di fare propaganda, ma decidere è un altra cosa.