"Discriminazione!"

Che strano! In questo momento più che mai i media, grondano retorica su grandi temi epocali tipo povertà, immigrazione, Europa sì o no, onestà, ecc. e quasi dimenticano una notizia sul tema della “discriminazione”, visto che, fino a ieri, solo due importanti testate giornalistiche l’hanno riportata.

https://tg24.sky.it/mondo/2018/10/10/torta-matrimonio-gay-belfast-corte-suprema-uk.html

http://www.ilgiornale.it/news/politica/vittoria-pasticciere-che-rifiut-torta-ai-gay-1586722.html

Il termine “discriminazione” è virgolettato proprio perché si presta spesso a infinite interpretazioni. Daniel ed Amy McArthur sono i titolari di una pasticceria/panetteria, la Ashers Baking Company di Belfast. Un loro cliente, Gareth Lee, un giorno compra una torta e richiede agli esercenti di apporre su di essa la scritta: «Sostieni il matrimonio gay». I due titolari del negozio, essendo ferventi cattolici, non fanno una piega nel vendere la torta, ma si rifiutano di scrivere con le loro mani la frase richiesta dal cliente, il quale, per questo loro diniego, li porta in tribunale accusandoli di “discriminazione”. La Corte Suprema Britannica ha però dato ragione ai McArthur sostenendo che«E’ profondamente umiliante e contrario alla dignità umana rifiutare un servizio a una persona a causa della sua razza, sesso, disabilità, orientamento sessuale, religione o convinzioni» «ma non è quello che è successo in questo caso», ha aggiunto il giudice, facendo osservare che i pasticcieri «non si sono rifiutati di eseguire l’ordine» per l’orientamento sessuale di Lee, ma a causa della natura del messaggio. «I pasticcieri non avrebbero avuto il diritto di rifiutare di fornire i loro prodotti al signor Lee perché è omosessuale o perché sostiene il matrimonio omosessuale, ma è molto diverso costringerli a fornire un dolce con un messaggio con cui sono in profondo disaccordo.»

Il caso è interessante, sia sul piano giuridico che su quello politico. Liliana Faccioli Pintozzi

la giornalista di Sky, che ha firmato uno degli articoli di cui sopra, pone una serie di domande, pienamente condivisibili: “Quale diritto ha la precedenza? Quello dell’acquirente, ad essere servito a prescindere dal messaggio che vuole sostenere, o quello del venditore, che può essere contrario a quel messaggio? Un animalista convinto che abbia un negozio di tshirt si può rifiutare di decorare una maglietta con la scritta “sostieni la caccia”? Uno stampatore vegano può rifiutarsi di produrre manifesti con la scritta “viva la carne rossa”?» Poi però afferma di percepire un certo gusto di “amaro in bocca” a causa della sentenza che dava ragione ai due pasticcieri, senza però spiegarne il perché.

Alle fauci amareggiate della Pintozzi, forse perché indignarsi al solo udire la parola “discriminazione” è molto “left trendy”, preferisco la sincera affermazione di un certo Peter Tatchell uno dei principali attivisti britannici per i diritti degli omosessuali il quale ha esclamato: “Vittoria per la libertà di espressione!» aggiungendo «Sebbene io sia fortemente in disaccordo con l’opposizione (della famiglia McArthur) all’uguaglianza del matrimonio, in una società libera, né loro né nessuno dovrebbero essere costretto a sostenere un’idea politica a cui è contrario»

Voltaire, al quale di recente è stata negata l’attribuzione della nota frase: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo” pare che, dopo questa affermazione di Mr Tatchell, abbia fatto ricorso in Tribunale per farsi riconoscere la paternità della citazione…