Geaetà chi parte sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca…” disse Lello a Gaetano in Ricomincio da tre. Gaetano voleva andarsene da Napoli per iniziare da capo la sua vita, non proprio da zero, ma da almeno da tre visto che tre erano le cose riuscitegli fino a quel punto.

Le elezioni amministrative a Napoli sembrano incarnare lo stesso concetto espresso da Lello, ma almeno in questo caso non c’entra nulla la napoletanità, quella che ci rende davanti al mondo, a secondo dei punti di vista, unici e speciali. Prima ancora di individuare i candidati alla corsa a Sindaco già a livello nazionale si era deciso di praticare la strada del “…chi parte sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca…”. Mario Draghi uomo estraneo alla politica, (perlomeno a livello di schieramenti partitici) dall’esterno unisce, in un patto di transizione riformista, tutte le fazioni o quasi. Lo fa, non in astratto in nome dell’Europa, ma al massimo delle risorse che dall’Europa verranno e delle riforme che, si spera, spezzino lo stallo politico degli ultimi trent’anni. Per cui, non una figura dell’antipolitica, non un tecnico falsamente apolitico, ma un organizzatore/programmatore al di fuori del clima rissoso che ha contribuito a illudere che tutto sarebbe cambiato, con il solo scopo di non cambiare nulla. Chi sta credendo in tutto questo sa benissimo da cosa ci si voglia allontanare, ma non può sapere cosa aspettarsi per il futuro. Se siamo arrivati a questo punto, a causa di un buco di idee durato tre decadi  per l’antiberlusconismo, siamo certi che dopo questo processo di disintossicazione dalla malmostosità politica quest’ultima tornerà un giorno sana e ripulita come l’abito di una suora? Già, perché gli uomini della provvidenza aiutano a uscire dal baratro, poi, una volta usciti, bisogna camminare sulle proprie gambe fatte di idee e non solo di capacità e prestigio.

A Napoli si è fatta la stessa scelta e a decidere non è certo stato, come per il Governo nazionale, il Presidente Mattarella. Sono state le stesse forze politiche che hanno deciso di auto sospendersi, rinunciando alla politica, non mettendosi in gioco direttamente. Indubbiamente il profilo di uomini della società civile dei due candidati, Gaetano Manfredi e Catello Maresca è elevato. Non politici, non anti politici, né tecnici, al massimo, formalmente, extra politici ed è quest’ultima strada quella che, sia a livello nazionale che locale, nessuno di noi può immaginare dove ci porterà, il che non è detto che sia un male. A proposito, qualcuno di voi ha mai saputo quali fossero le tre cose riuscite a Gaetano nella vita…?