Il germe dell’odio non è sconfitto per sempre” dichiara il Presidente della Repubblica alla commemorazione dell’eccidio nazista a Sant’Anna di Stazzema. Il miglior concime che favorisce quel germe è dare dignità a un solo tipo di odio diretto a un’unica parte e ignorare sistematicamente l’origine di tutti gli altri.

https://www.iltempo.it/italpress/2020/02/29/news/mattarella-il-germe-dell-odio-non-e-sconfitto-per-sempre-1288428/

Papa Francesco ringrazia e benedice Luca Casarini, una vita passata nei Centri sociali, per la sua attività in una ONG e chiamandolo “Caro fratello” si mette a disposizione della sua causa. Non lo ha fatto con analoga enfasi per le famiglie di appartenenti alle Forze dell’Ordine caduti in servizio o insultati per il proprio lavoro sui mari delle rotte migratorie. Strana santificazione quella di un sostenitore di Centri sociali che due giorni fa a Roma hanno commemorato la morte di un brigatista ergastolano urlando alle persone affacciate alle finestre: «La gente del quartiere che dice? Tutti zitti in finestra. Ha combattuto per tutti!» Bravo Casarini: santo subito…

https://corrieredelveneto.corriere.it/venezia-mestre/cronaca/20_aprile_11/migranti-papa-scrive-casarini-luca-caro-fratello-grazie-2cf03982-7bce-11ea-81fa-61d20034fa10.shtml

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/salvatore_ricciardi_morto_ex_br_funerali_polizia-5166171.html#

Singolare stile della politica politically correct quello del one man show. Dal curioso atteggiamento del premier Conte, da solo di fronte alle telecamere a reti unificate, a quello di Fabio Fazio e Gori, il sindaco PD di Bergamo in diretta su RAI 3 sembra che ormai la sinistra si sia Orbànizzata. Prendendo come spunto il tema del momento attaccano, in diretta e senza contraddittorio, l’opposizione che a sua volta li aveva criticati a mezzo stampa. Chi è maggioranza dovrebbe governare, amministrare e rispondere ai legittimi attacchi di chi è minoranza solo con azioni dettate dai due succitati verbi. Se al posto di Conte e Fazio ci fosse stato Silvio Berlusconi sarebbe stato definito un dittatore sudamericano, o sbaglio? Ah scusate, è già successo nel 2002.
https://www.repubblica.it/online/politica/rainominedue/berlu/berlu.html

L’opinionista Roberto Saviano dalle colonne di le Monde di scaglia contro la Lombardia definita: “la regione più forte, di maggior successo e più ricca che si è dimostrata la meno preparata ad affrontare la pandemia, con scelte a cui i suoi leader dovranno rispondere prima o poi.” Ma se la Lombardia è la regione più forte e di maggior successo del Paese e dal 1970, in ben dieci legislature regionali, i suoi cittadini hanno sempre eletto governi di centro e centro destra (l’unica volta di una Giunta di centrosinistra era il 1992), qualche motivo ci sarà o no, eh Saviano? Forse preferiresti anche per la Lombardia i “democratici” governi Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, tutti “proporzionalmente” decisi a tavolino e non scelti dagli elettori? https://www.affaritaliani.it/politica/saviano-scrive-su-le-monde-e-attacca-la-lombardia-665632.html

Infine, dulcis in fundo, il Procuratore generale di Torino in un’intervista a la Stampa alla domanda sullo scudo giudiziario nei confronti di medici e infermieri durante l’emergenza Covid dichiara: “Sono contrario a ogni scudo. Anche se oggi abbiamo un grande debito di riconoscenza umana e sociale verso chi sta combattendo in prima linea per salvare vite umane, gli scudi sono come trappole: tra tanti buoni che puoi salvare ti obbligano anche a salvare qualche cattivissimo. E io non sono d’accordo”.
Il tema non è lo scudo giudiziario dottor Saluzzo, che peraltro, come sottolineano diversi giuristi, sarebbe complicatissimo da legittimare. Il problema è che se il sistema giustizia funzionasse a dovere, evitando un calvario a migliaia di innocenti, non ci sarebbe bisogno di alcuno scudo giudiziario.

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/04/13/news/coronavirus_il_procuratore_generale_no_all_immunita_altrimenti_salviamo_anche_i_cattivi_-253861720/

 

Gli hate speech, stando alla definizione del dizionario Oxford, consistono in un intenso ed estremo sentimento di avversione, rifiuto, ripugnanza, livore, astio e malanimo verso qualcuno.

…Non va trascurato, infatti, il pericolo che nel sanzionare lo hate speech, si arrivi a limitare indebitamente la libertà di espressione, che non può non includere la libertà di polemica, anche aspra; occorrono criteri oggettivi e simmetrici, non soggettivi e asimmetrici; non si può vietare un certo comportamento o espressione sulla base del fatto che qualcuno afferma di esserne offeso, altrimenti si tutelano maggiormente gli intolleranti rispetto agli altri; anzi, coloro che si dicono “offesi” dalla pacifica manifestazione dell’altrui identità, cultura o religione, al fine di impedirla, attuano una forma di prevaricazione inaccettabile; dall’altra parte, non può essere in nessun modo accettabile, contro chiunque sia rivolta, una comunicazione volta ad attribuire falsamente comportamenti, atti o dichiarazioni, specialmente quando questi configurano dei reati; una recente sentenza della Corte di Cassazione che sostanzialmente tutela gli insulti diffusi attraverso i social media rischia di incentivare addirittura questi fenomeni;

Le considerazioni appena citate non sono estratte da un articolo de Il Secolo d’Italia, o da un discorso di un parlamentare leghista con tanto di elmo vichingo a Pontida. È scritto nella cosiddetta mozione Segre.

Roberto Saviano e la personalizzazione dell’odio. 

Roberto Saviano in un video per denunciare uno stato di odio verso la Senatrice a vita, promotrice della suddetta mozione, decide di calarsi, (…e non sarebbe la prima volta) nei panni di un hate speech, così come definito all’interno della medesima mozione. Forse la sua è stata una dimostrazione di come non bisogna essere per contrastare i comportamenti di gente come gli ultras calcistici e gli estremisti di destra. O forse, si è lasciato un po’ andare, viste le critiche ricevute dai suoi odiati interlocutori, ma il tono nel video non era quello di un uomo in preda a una crisi nervosa. Io credo invece che l’odio espresso da Saviano in questo Paese venga misurato con due pesi e altrettante misure. Se si dichiara pubblicamente che uno che la pensa diversamente sia uno “schifoso” il giudizio etico cambia a seconda del bersaglio. Se non si è allineati al “pensiero unico” l’essere considerato schifoso è solo una critica,  ma se si fa parte della grande famiglia del politicamente corretto e qualcuno ti dice su un social che fai schifo tutto cambia. 

Dopo un rimpasto di Giunta al Comune di Napoli è emerso che la neo assessora alla cultura Eleonora De Majo nel recente passato, aveva affermato che il ‘sionismo è nazismo’, paragonato l’allora premier israeliano Netanyahu a Hitler, definito il governo israeliano ‘un manipolo di assassini’ e gli israeliani ‘porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia’, riducendo il numero degli ebrei assassinati nella Shoà a 4 milioni”

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/11/13/news/napoli_comunita_ebraica_sconcerto_per_la_nomina_di_eleonora_de_majo_-241005707/

Premesso che associare la parola “cultura” alle suddette affermazioni è paradossale, tutto questo a livello mediatico non è stato minimamente considerato hate speech.

Un giornalista, Fausto Biloslavo, aggredito e insultato da estremisti di sinistra all’Università di Trento che volevano impedirgli di parlare accusandolo di essere “fascista”, si è giustamente chiesto: «La neonata Commissione per il no all’antisemitismo e al razzismo si batterà contro “l’intolleranza, l’istigazione all’odio e alla violenza” si spera senza distinzione di parte. Lo farà a Trento dove una banda di squadristi rossi mi ha impedito di parlare la prima volta e ha reso un caos la seconda con urla e messaggi di odio, intolleranza e violenza?».

Illuminismo

La mia opinione, a differenza di chi si indigna a senso unico per l’odio (…e poi si uniforma) magari invocando la galera per gli altri, è che tentare di normare il tenore dell’espressione di un’idea sia pura follia. Condannare mediante la libera espressione è sempre lecito, ma già i codici di legge definiscono i confini di ingiuria, diffamazione e calunnia.  Pensare di graduare la sanzionabilità di un’espressione di odio a secondo dell’argomento o addirittura di chi la esprime ha un amaro sapore orwelliano. 

Santo Illuminismo quando si affermava che “per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare.”…

Il buongiorno si vede dal Mattino, nel senso di testata giornalistica. Berlino celebra Saviano, autore de La Paranza dei bambini dal cui è stato tratto il film vincitore del festival tedesco del cinema e Napoli non può che fare altrettanto. Solo che chi ha visto il film in Germania nelle sale della convention cinematografica e cioè israeliani, cinesi e spettatori provenienti da ogni altra parte del mondo, pare che non abbia riconosciuto Napoli nelle scene proiettate, ma tutte le periferie di ogni altra grande città della terra. Questo lo afferma lo stesso Roberto Saviano, proprio nella sua Napoli che lo ha invitato per presentare il film. https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/saviano_paranza_bambini_sputtanapoli-4308591.html

Forse con questa ulteriore polemica ha cercato di contrastare le critiche di antinapolitanismo ricevute nella sua carriera, per aver “messo in cattiva luce” Napoli o meglio per aver illuminato troppo le storture della città. In effetti le critiche ci sono state in passato e accade ancora oggi. La replica alle accuse di denigrazione della città infatti non si sono fatte attendere: il sindaco De Magistris non si è fatto sfuggire l’occasione di controbattere Saviano definendolo “Incapace di raccontare la vera Napoli”.

https://www.ilmattino.it/napoli/politica/de_magistris_scontro_saviano_incapace_raccontare_napoli-4310547.html

Saviano e De Magistris, buon per loro, come in altri esempi lampanti del jet set dei famosi, più vengono criticati e più alimentano la propria immagine virtuale di successo. Se poi gli argomenti e la dimensione delle critiche siano di portata significativa o no poco importa. Entrambi  devono tutta la loro notorietà, per motivi diversi, ai lati oscuri della Napoli che essi vogliono far credere di aver scoperto per primi; ciò che scrive Saviano sulla criminalità organizzata sembra la rivelazione del terzo segreto di Fatima e l’atteggiamento di “Giggino” ricorda quello di Brancaleone che dalla sella del suo cavallo Aquilante arringa la sua armata scalcagnata sul miraggio delle crociate per una Napoli “diversa”. Invece era tutto già noto ben prima della loro esistenza di personaggi pubblici. I media ne hanno sempre parlato usando qualche volta la realtà vera, più spesso la narrazione fantasiosa, quasi sempre un mix di temi simili ai capitoli Gomorra e alle invettive di De Magistris. Contro quei media, in passato come oggi, si sono sempre alzati cori indignati da parte non solo della borghesia additata da Saviano, ma da tutte le categorie sociali del popolo napoletano. Anzi, in particolar modo, da chi in certi quartieri c’è nato e vissuto, difendendo dai cliché le proprie abitudini di vita che non sempre e necessariamente hanno coinciso e coincidono con il concetto di camorra sistemica e universale formulato da Saviano. Napoli non è solo ‘o mare, ‘o sole, Maradona e la pizza più grande del mondo, ma non è neanche solo ed esclusivamente un prolungamento delle vele di Scampia, dominate da ‘o sistema descritto nelle serie TV di Saviano, super premiate all’estero. Quest’ultimo, intendiamoci, ha tutto il diritto di immaginare una Napoli come gli piace, così come il suo massimo contraddittore De Magistris, ma gli altri tuttavia non commettono alcun reato nel vedere la propria città in modo più equilibrato di loro. Le polemica che spesso hanno alimentato quei due, forse artatamente, come quella in occasione della presentazione del film in quella multisala del centro di Napoli ricco e benestante, è tutta pro domo ei (loro). Il cinema Metropolitan, oggi Warner, è in un luogo abitato da quel ceto sociale che Saviano ha definito sempre più simile alla borghesia colombiana e venezuelana in quanto a cecità. Dubito fortemente che a partire dal volume Gomorra le vendite che hanno portato al successo i suoi libri, così come i voti a De Magistris, siano stati soprattutto appannaggio del proletariato di Secondigliano o della Masseria Cardone, o dei disoccupati del Cavone e di San Giovanni a Teduccio. Forse, centinaia di migliaia di suoi libri sono stati acquistati in massa da quella irriconoscente borghesia dai tratti sudamericani, che ha votato pure “Giggino” patrono dei centri sociali e della gauche au caviar partenopea stanca di votare PD. Nessuno chiede loro di ringraziare per il successo regalatogli, ma nessuno deve delle scuse a loro e alla  Napoli che rappresentano o pensano di rappresentare, anche se ci si sente quotidianamente additati come quelli che si rifiutano di ammettere il marcio, solo perché non la si pensa come loro due. Ma in fin dei conti la domanda è: “La borghesia napoletana è un nemico che si crogiola nell’iconografia della Napoli da cartolina o un amico invisibile che poi compra libri, guarda fiction e, soprattutto, vota? Forse la questione è più complicata di così, ma voi lo sapete bene…

P.S. Cari Roberto e Luigi, a proposito di visioni semplicistiche sulla borghesia, Buñuel dopo le vostre dichiarazioni si sarà rivoltato nella tomba…

La definizione di “oracolo” nel dizionario Treccani ha diverse interpretazioni: la terza, quella di impiego più comune è tremendamente responsabilizzante, se presa nella sua accezione figurativa: “Risposta, parere, sentenza espressa da persona autorevole e molto ascoltata: le sue parole sono un o. per i suoi discepoli…” Altresì, l’uso ironico di oracolo ne connota un senso più sfizioso e dissacrante. “…Con l’uno e l’altro senso, per lo più iron., di sentenza data con tono di grande autorità e più spesso di persona che parla con tono cattedratico o si finge ispirato: pronunciare, spacciare oracoli; sentiamo il suo o.; silenzio, che parla l’o.!; ecco l’o.!; l’o. tace; smetti di fare l’o.; Ed ei, presa la mano a far l’oracolo, O rispondeva avvolto o stava muto (Giusti).

Leggo e apro su La Stampa web, quotidiano politicamente molto “correct”, un video articolo dal titolo: “Roberto Saviano: “L’assenza della legge sullo ius soli è una barbarie”.

http://www.lastampa.it/2017/10/30/multimedia/cronaca/roberto-saviano-lassenza-della-legge-sullo-ius-soli-una-barbarie-RTAJ4qsBCUDoDkb67n6JrM/pagina.html

Compare nel video l’autore del best seller Gomorra che, in occasione della presentazione del suo ultimo libro Bacio feroce qui a Torino, ha ritenuto indispensabile la presenza sul palco di alcuni giovani nati in Italia da cittadini stranieri, per fare propaganda all’approvazione del ddl sul cosiddetto Ius soli temperato. In questa occasione definisce “una barbarie” la mancata approvazione della normativa, ancora oggetto di discussione parlamentare.

Sono uno spregevole malpensante e immagino che Saviano per rafforzare tale teorema abbia chiesto a una ragazza nata da genitori non italiani di leggere un passo del suo libro. La lettura parla di allevatori di “cani da combattimento che vengono selezionati alla nascita” a mio parere per rafforzare l’idea, con il massimo effetto retorico, che la mancata approvazione dello Ius soli, sia paragonabile alla selezione dei pitbull nati e allevati clandestinamente per essere poi mandati a sbranare i loro avversari. Sarebbe un po’ come dire: in questo Paese “criminale” vogliamo selezionare solo italiani dalla “razza italica” senza contaminazioni attraverso la non approvazione di una legge dello Stato. Io che penso sempre al peggio, penso a un Saviano che immagina gli impiegati dello stato civile dell’anagrafe, vestiti con una divisa nera delle SS mentre selezionano in base alla razza i nuovi nati da destinare alla cittadinanza italiana, con provata origine genetica nostrana e quelli nati da genitori stranieri, da indirizzare senza appello verso la Patria dei loro padri e delle loro mamme. Do subito un sospiro di sollievo nel ricordarmi che in questa Italia definita da molti “spietata” e “xenofoba” c’è già da tempo una normativa a tutela dei figli di genitori stranieri che, seppur da migliorare o sostituire con qualcosa di più attuale, comunque esiste. Tutto sommato da italiano non mi sento come i criminali che allevano belve feroci selezionandole geneticamente. Ho un cane e, lo confesso, è anche di razza! È un bel Golden Retriever e nonostante ciò non mi sento affatto un nazista che seleziona il dna canino. Volevo quel tipo di cane e mi sono solo limitato ad andare a comprarlo in uno dei tanti allevamenti invece che al canile. Non per questo darei fuoco ai canili o ai bastardini. Sinceramente non vedo il perché dopo un ragionevole periodo di valutazione un bambino nato in Italia, anche se da genitori non italiani, non debba prima o poi ricevere la cittadinanza, così come già garantisce l’attuale normativa. Ma questo che c’entra con la “barbarie” denunciata da Saviano sentenziata contro chi ritiene quel ddl non urgentissimo o contro chi pensa che quel progetto di provvedimento possa almeno essere modificato. Le grandi battaglie sui diritti umani e civili sono un’altra cosa. Non mi risulta che in Italia, a differenza dei Paesi di origine dei genitori di alcuni di quei ragazzi chiamati su palco, il tempo si sia fermato. Qui le donne possono guidare un’automobile, votare e in caso di adulterio il, o meglio la “colpevole” da noi non viene lapidata o decapitata sul posto. Stranamente contro queste usanze non risultano atti di grande solidarietà da parte dell’oracolo Saviano e dei suoi estimatori chic se non altro verso le vittime di quei Paesi un tantino più arretrati di noi in materia di civiltà. Cittadini di quelle lontane terre che, nella migliore delle ipotesi, scappano raggiungendo il nostro Paese, per definirlo dopo un po’, in collaborazione con il Roberto nazionale, “barbaro”. Chissà, forse Saviano preferirebbe qualche “civilissima” legge teocratica la cui violazione prevederebbe una feroce e inappellabile fatwa parlamentare con effetto immediato per limitare i confronti democratici.

Secondo voi Saviano a quale accezione delle due definizioni di oracolo assomiglia di più? Quella figurativa o quella ironica…?