Cronache da Marte

But the film is a saddening bore

‘Cause I wrote it ten times or more

It’s about to be writ again

As I ask you to focus on…

Life from mars David Bowie

Bowie cantava: «…il film è di una noia mortale/Perché l’ho già scritto dieci volte, o forse più/Sta per essere scritto di nuovo/mentre ti chiedo di concentrarti su…». Lui sì che se ne intendeva di pianeti lontani e relativi abitanti.

C’è stata un epoca nella quale a contare c’erano i Montanelli, i Biagi, i Bocca, le Fallaci. Personaggi monumentali, tutti nati e cresciuti sul pianeta terra. Poi lo stile terrestre è caduto in disgrazia ed è stato soppiantato dagli alieni. Un esercito di extraterrestri su astronavi alimentate da Twitter, Facebook e ogni altro social, ha invaso il pianeta terra e ha sostituito i vecchi monumenti dell’informazione. A cavallo del web sono apparsi le Lucarelli, le Murgia, gli Scanzi che, travestiti da influencer, si sono confusi tra i terrestri, come il marziano David Bowie, alias Thomas Jerome Newton, nel film tratto dal romanzo L’uomo che cadde sulla Terra o, per rispetto di quest’ultimo, sarebbe meglio utilizzare come termine di paragone i bizzarri alieni dei sequel comici di Man in Black. Gli extraterrestri dei nostri tempi sono esseri in apparenza umani e fanno fortuna su questo pianeta sostituendo opinioni sostenute da solide basi culturali, grandi talenti narrativi da giornalista e scrittore, elevate stature culturali con il gossip a oltranza. Mai un opinione su temi di rilievo, non un’analisi sull’attualità, solo giudizi su persone, su ciò che dicono, ciò che fanno e come si vestono, tralasciando rigorosamente tutto il resto. Le loro imprese paragiornalistiche spopolano sul web, sulle TV, finanche sui quotidiani. Sono artefici di una minuziosa opera di ricerca del malcapitato di turno da sputtanare. Non importa chi siano i loro obiettivi quotidiani, l’essenziale è ricoprire di m. qualcuno in modo seriale. D’altronde l’alfabetizzazione del pubblico si è fermata alle immagini sulle schermate di Fb ed è meno agevole leggere e comprendere un vecchio (…ma ancora attuale) fondo del Corriere della Sera di trent’anni fa di Oriana Fallaci, che soffermarsi sui post di Selvaggia Lucarelli che se la prende con Fedez o Belen mentre pontifica sulle categorie vaccinali. È parimenti più suggestivo preoccuparsi dell’immaginario sensibile di Michela Murgia, spaventata dalla divisa del Generale Figliuolo che le ricorda a suo dire quella di un dittatore con buona pace di tutti i militari che stanno vaccinando la popolazione insieme ai civili sul territorio per cercare di immunizzare il Paese, forniture vaccinali permettendo.
Se a interpretare un’epoca ci si deve basare su chi la interpreta, forse è il caso di prendere seriamente l’ipotesi di essere invasi da alieni/influencer o meglio di essere in realtà su un altro pianeta.

Da Marte è tutto, linea alla terra…

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