Gianrico Carofiglio l’acrobata difettoso

L’acrobata è un mestiere difficile. Richiede equilibrio, ma anche sprezzo del pericolo. Se una delle due doti manca rischia di farsi male o di sembrare ridicolo. Nel 2014 una cara amica mi ha donato un libro: La regola dell’equilibrio di Gianrico Carofiglio. Mi è piaciuto molto. Un protagonista solido e intrigante e una storia convincente. Non rivelo, per chi fosse interessato a leggerlo, nulla di preciso, ma dico solo che se fosse stato scritto nel 2020, la storia sarebbe scontata viste le attuali cronache sul mondo della magistratura . Ma qualcosa, a partire dal titolo, non quadra. Per far capire a tutti chi è l’autore del volume, si tratta di un ex magistrato, prima Pretore, poi semplice pm, e infine Sostituto Procuratore alla Dda. Come accade di frequente, viene poi eletto senatore. Dal 2002 è anche autore di narrativa con numerosi romanzi di successo. Ma tutto questo non ha nulla di interessante. Più avvincente è la sua attività di opinionista via TV e attraverso i social. I suoi toni, seppur pacati nel lessico sono, per contenuti, al fulmicotone in tema di parzialità, (…politica si intende). Riporto una serie di tweet del noto autore:

21 dicembre 2019 “Se uno è ministro dell’interno e utilizza aerei ed elicotteri della polizia e dei vigili del fuoco per viaggi personali o comunque estranei ai compiti ministeriali (comizi, feste di partito, abbuffate di vario genere) secondo voi commette un illecito? Chiedo così, in teoria” A proposito di voli di Stato di Salvini. Uno strano silenzio social lo ha colto a proposito di quelli di Renzi di qualche anno prima.

21 aprile 2020: “Per un minimo di prospettiva (e senza sottovalutare l’emergenza in corso) segnalo che l’influenza asiatica del 1957 ha provocato più di 2 milioni di morti; l’influenza di Honk Hong del 1968 fra 1 e 2 milioni. I nostri genitori e noi ne siamo usciti, il mondo è andato avanti.”

12 maggio 2020: “Ho imparato tanto tempo fa a non fare la lotta con i maiali. Ti sporchi dalla testa ai piedi e, soprattutto, ai maiali piace (George Bernard Shaw).” a proposito di una dichiarazione offensiva, di un senatore del centro destra, verso Silvia Romano. 

3 giugno 2020: “Nel decidere a chi dare il proprio voto – quando sarà – uno dei criteri è la valutazione del senso di responsabilità dei leader. A questo proposito la destra ha fornito un indicatore piuttosto attendibile con la manifestazione di ieri. Non servono i commenti, bastano le immagini.” A proposito della manifestazione del Centro destra del 2 giugno, accusata di fornire cattivi esempi igienici.

A tal proposito, il nostro agguerrito scrittore il 26 febbraio twittava: “Contro l’isteria collettiva comunico che oggi: 1) ho viaggiato in aereo con persone serene e senza mascherine; 2) sono andato in metropolitana e tutti erano tranquilli; 3) ho preso parte a una tranquilla e affollata presentazione di un libro. Ci tenevo a farvelo sapere

Tuttavia, nella trasmissione TV Otto e mezzo sembra però aver cambiato idea in tema di distanziamento sociale: «Siamo di fronte a una politica complessivamente squilibrata e con un’opposizione che mostra la responsabilità che abbiamo visto qualche giorno fa in piazza con un manipolo di gente sudata, accalcata, senza mascherine», poi ha proseguito affermando:  «Al di là del merito e del rischio di contagio che può essere maggiore o minore in quella situazione, il problema è il messaggio che si lancia al Paese da parte di leader di forze nelle quali io non mi riconosco. Mi piacerebbe una destra di un Paese democratico, avanzato che mostrasse civiltà, responsabilità, decoro e questo manca».

In pratica per Carofiglio se in piazza scende chi fa parte di forze nelle quali egli dice di non riconoscersi, si tratta di gente sudata, accalcata, senza mascherine. Se però il 25 aprile le strade di Bologna si riempiono di persone stipate come a Woodstock e prive di mascherine, ma con in mano le liturgiche bandiere rosse, per Carofiglio non si tratta di mancanza di civiltà, responsabilità, decoro. Dall’alto della sua visione delle opinioni altrui decide come dovrebbe essere chi non la pensa come lui; basta che sia all’altezza delle sua “statura morale”. È singolare che chi si appella a regole ed equilibri per intitolare i suoi volumi sia invece così parziale nei confronti della realtà. Qualcuno, più spiritoso di lui, lo ha definito: “…l’intellettuale illuminato a giorno, profeticamente impostato e molto saccente.

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