La democrazia di chi fa Piazza pulita

C’è un gran ballo questa sera

Ed ognuno ha la bandiera

Marionette, commedianti

Balleranno tutti quanti

Tutti i capi di partito

E su in alto Mangiafuoco

Mangiafuoco fa le scelte

Muove i fili e si diverte

Ma se scopre che tu i fili non ce l’hai

Se si accorge che il ballo non lo fai

Allora sono guai e te ne accorgerai

Attento a quel che fai, attento ragazzo

Che chiama i suoi gendarmi e ti dichiara pazzo!

Secondo Eduardo Bennato oggi chi o cosa sarebbe in realtà Mangiafuoco? Il complottismo non c’entra nulla, anche se negli anni di quella canzone si campava soprattutto di complottismo. Assisto all’ennesimo caso di distrazione di massa. Un giornalista di Fanpage per tre anni, dico tre anni, si è infiltrato negli ambienti di Fratelli d’Italia come agente provocatore. Il suo scopo era “stimolare” appartenenti al partito ad accettare finanziamenti da una non precisata “lobby nera” di estrema destra. Dopo le ripetute provocazioni, che per legge sarebbero vietate pure alle Forze dell’ordine e all’Autorità giudiziaria, Fanpage dimostra questa disponibilità che però, è doveroso dirlo, non si concretizzerà mai. Come un orologio svizzero la cosa esplode a due giorni dalle elezioni e Formigli, il mentore di Piazza pulita, programma TV che già nel titolo esprime le intenzioni democratiche del giornalista, suona l’allarme. Inutile commentare l’equilibrio di un giornalismo come quello, perché ciò farebbe parte dei gusti privati che non mi sogno minimamente di discutere. Preferisco esprimermi sul concetto di democrazia che Formigli intende proporre con il suo lavoro. Già, perché la sua ossessione più che sulle lobby nere, sembra accanirsi contro chiunque non sia di sinistra o comunque non la pensi come lui e dei quali, con i suoi modi, sembrerebbe proprio voler fare piazza pulita. Per lui la democrazia esisterebbe solo se non si è di destra. Non importa che Gianfranco Fini o Giorgia Meloni abbiano in più occasioni già preso posizioni nette sul fascismo, sul razzismo e su tutti quei temi utilizzati a sinistra come spauracchi. Non importa aver criminalizzato la destra di Silvio Berlusconi, definendola disonesta quando era potente e dimenticandosene quando è scesa dal 28% all’8%. L’importante è sempre non essere costretti a mostrare il vuoto pneumatico che staziona ormai da decenni al posto delle idee nella sinistra italiana. Il problema vero è dunque democrazia sì o democrazia no, oppure è la qualità della democrazia stessa? Quest’ultima davvero vogliamo misurarla con l’agente provocatore di Formigli o con la delegittimazione politica posticcia di un ventennio di cent’anni fa? O anche con il silenzio su una tra le più grandi tragedie della storia dell’umanità, purtroppo mai superata come il comunismo? Quindi chi è davvero Mangiafuoco? Chi è oggi l’Andreotti buonanima degli anni 70 e 80? Un altro grande vecchio o un sistema che alterna i propri partner di potere con svariati cortocircuiti: media-magistratura, media-politica, media-finanza, ecc? Cambiano i poteri, ma i media sono sempre gli stessi. E allora adattiamoci a questa qualità di democrazia “media mediata”, abituiamoci a quelli come Formigli che amano il concetto di piazza pulita sostenuto da un sistema che gli permette di andare in onda, ma ricordiamoci sempre che Mangiafuoco fa le scelte, Muove i fili e si diverte, Ma se scopre che tu i fili non ce l’hai, Se si accorge che il ballo non lo fai, Allora sono guai e te ne accorgerai, Attento a quel che fai, attento ragazzo, Che chiama i suoi gendarmi e ti dichiara pazzo!

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